CVE-2026-109518 (CVSS 7.7) in APT permette a un attaccante sul percorso di rete o a un mirror malevolo di far installare un pacchetto .deb non verificato con privilegi root. Riguarda Ubuntu 22.04+ e Debian 12+ nella configurazione predefinita: aggiornare apt con Acquire::Retries=0, verificare la versione e preferire HTTPS.
Il 4 novembre 2026 Canonical ha pubblicato correzioni per CVE-2026-109518, una vulnerabilità di gravità alta (CVSS 4.0: 7.7) in APT, il gestore di pacchetti di Debian, Ubuntu e derivate. Un attaccante che si trova sul percorso di rete (on-path) e può manipolare il traffico HTTP verso l’archivio dei pacchetti, oppure un mirror o un proxy malevolo, può indurre APT a installare un pacchetto .deb non verificato. Poiché i pacchetti vengono installati con privilegi di amministratore, il risultato è l’esecuzione di codice come root.
A differenza del bypass OpenSSH su Alpine pubblicato lo stesso giorno, che riguarda soprattutto sistemi musl senza PAM, questa falla tocca proprio i server più diffusi nelle PMI ticinesi: VPS Ubuntu (per esempio su Infomaniak), server Debian, macchine virtuali e postazioni Linux basate su APT.
Cosa dicono Ubuntu e Debian
Secondo il blog sicurezza di Ubuntu e l’avviso USN-8996-1, la falla è stata scoperta e segnalata responsabilmente da Max Justicz. Il problema sta nel backend HTTP di APT, nella gestione dei collegamenti fisici (hard link) quando un download viene reindirizzato e ripetuto. Riguarda qualunque interfaccia basata su APT: apt, apt-get, aptitude e gli strumenti grafici di Ubuntu.
Tre condizioni sono importanti per capire l’esposizione:
- Ripetizione dei download. Lo sfruttamento richiede che APT ritenti un download fallito, cioè
Acquire::Retriesdiverso da 0. Il valore 3 è predefinito a partire da Ubuntu 22.04 LTS e Debian 12: le release più vecchie sono interessate solo se l’impostazione è stata modificata. - Trasporto HTTP. Serve poter manipolare traffico HTTP in chiaro. HTTPS protegge da un attaccante sul percorso di rete, ma Canonical raccomanda comunque l’aggiornamento.
- Installazione di un pacchetto. L’attacco scatta solo quando il sistema scarica e installa un
.deb, per esempio durante un aggiornamento.
I pacchetti snap non sono interessati, perché usano un sistema di gestione diverso. Il security tracker Debian indica versioni corrette anche per Debian 12 e 13.
Versioni corrette
Versioni del pacchetto apt indicate come corrette da Ubuntu e Debian al 5 novembre 2026 (verificate sempre sulle fonti ufficiali, che possono essere aggiornate):
| Release | Versione apt corretta |
|---|---|
| Ubuntu 22.04 LTS (jammy) | 2.4.15ubuntu0.1 |
| Ubuntu 24.04 LTS (noble) | 2.8.4ubuntu0.1 |
| Ubuntu 26.04 LTS (resolute) | 3.2.1ubuntu0.1 |
| Ubuntu 26.10 (stonking) | 3.3.3ubuntu0.1 |
| Debian 12 (bookworm) | 2.6.2 |
| Debian 13 (trixie) | 3.0.4 |
Per Ubuntu 20.04, 18.04, 16.04 e 14.04 le correzioni sono disponibili tramite ESM con Ubuntu Pro (per 16.04 e 14.04 con l’add-on Legacy).
Cosa fare sui server Ubuntu e Debian
- Inventario. Elencare VPS, server, VM e postazioni che usano APT, con release e fornitore. Ubuntu 22.04, 24.04 e 26.04 sono interessati nella configurazione predefinita.
- Aggiornare con i tentativi disattivati. Canonical raccomanda di impostare temporaneamente
Acquire::Retriesa zero durante l’installazione della correzione, così la falla non può essere sfruttata proprio durante l’aggiornamento:
Se non è possibile aggiornare tutto, si può aggiornare solo APT:sudo apt update && sudo apt upgrade -o Acquire::Retries=0sudo apt update && sudo apt install -o Acquire::Retries=0 --only-upgrade '?source-package(^apt$)' - Verificare la versione installata e confrontarla con la tabella:
apt list --installed '?source-package(^apt$)' - Preferire HTTPS nei sorgenti. Nei file in
/etc/apt/sources.liste/etc/apt/sources.list.d/, sostituire gli indirizzihttp://dell’archivio Ubuntu conhttps://e verificare chesudo apt updatenon dia errori: alcuni mirror comunitari non supportano HTTPS. È una precauzione utile, non un sostituto della patch. - Controllare gli aggiornamenti automatici. Con unattended-upgrades attivo (predefinito da Ubuntu 16.04) le correzioni di sicurezza vengono di norma applicate entro circa 24 ore. Conviene comunque verificare la versione e i log, soprattutto su server gestiti da terzi.
- Fornitori e mirror. Chiedere a chi gestisce hosting, immagini cloud o mirror interni se i sistemi sono già aggiornati e quali sorgenti APT usano.
Non pubblichiamo passaggi di sfruttamento: l’obiettivo è chiudere l’esposizione. Per altre falle recenti su server e stack web, vedi il riepilogo di fine ottobre.
Domande frequenti
Il nostro VPS Ubuntu su Infomaniak è interessato?
Se usa Ubuntu 22.04 o successivo con la configurazione predefinita, sì: va aggiornato il pacchetto apt. Il rischio concreto dipende dalla possibilità di manipolare il traffico HTTP verso i mirror, ma la correzione è semplice e va applicata.
Usiamo già HTTPS per i repository: basta?
HTTPS protegge da un attaccante sul percorso di rete, ma non da un mirror malevolo. Canonical raccomanda in ogni caso di installare l’aggiornamento.
Le applicazioni installate con snap sono a rischio?
No. Secondo Canonical, snap usa un sistema di gestione dei pacchetti diverso e non è toccato da questa vulnerabilità.
Che differenza c’è con il problema OpenSSH su Alpine?
Il bypass OpenSSH riguarda sistemi musl senza PAM, tipicamente Alpine, e Ubuntu/Debian non sono nel perimetro. La falla APT riguarda invece proprio Debian e Ubuntu. Sono due interventi distinti.
Il nostro approccio
ElaraTeq Sagl supporta PMI e studi in Ticino nell’inventario dei server, nella pianificazione degli aggiornamenti e nella configurazione sicura di VPS e hosting in Svizzera (hosting, consulenza). Per una verifica dei vostri sistemi potete contattarci.
Fonti
- Ubuntu, CVE-2026-109518 APT vulnerability fixes available, 4 novembre 2026
- Ubuntu, CVE-2026-109518, 4 novembre 2026
- Ubuntu, USN-8996-1: APT vulnerability, 4 novembre 2026
- Debian, Security tracker CVE-2026-109518