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MiCA, la revisione: cosa chiede ESMA su DeFi, staking e truffe online

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ElaraTeq
Pannelli di vetro viola e nero con stelle europee e documento, titolo MiCA sotto revisione

Il 30 settembre ESMA ha risposto alla consultazione sulla revisione di MiCA. Sono raccomandazioni, non modifiche approvate: ecco i punti principali.

Il 30 settembre 2026 l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha inviato la propria risposta alla consultazione della Commissione europea sulla revisione di MiCA, il regolamento sulle cripto-attività. Sono raccomandazioni alla Commissione: non sono modifiche approvate e non hanno un calendario di attuazione.

Il punto di partenza

Nel documento ESMA ricorda che il 1° luglio 2026 è terminato il periodo transitorio di MiCA e che l'esperienza iniziale mostra un quadro solido per condotta, governance e informativa. Aggiunge però che la tutela degli investitori resta meno completa rispetto a quella degli strumenti finanziari tradizionali. L'obiettivo dichiarato della revisione è eliminare incertezze giuridiche, evitare arbitraggi normativi e, dove possibile, semplificare. Secondo l'Autorità bancaria europea (EBA), al 1° settembre 2026 risultavano emessi 39 token di moneta elettronica secondo MiCA e nessun token collegato ad attività autorizzato.

Le richieste principali

ESMA propone, in sintesi:

  • Classificazione dei token: criteri più chiari e pareri vincolanti di ESMA, in consultazione con EBA, soprattutto per i token ibridi e le strutture complesse.
  • DeFi: una definizione più stretta di cosa sia davvero decentralizzato, per evitare la cosiddetta «decentralisation washing», e un nuovo servizio regolamentato per i fornitori che danno accesso ai protocolli DeFi per conto dei clienti.
  • Staking, prestito e credito: requisiti mirati di informativa, consenso e gestione del rischio, senza trattare lo staking come equivalente al prestito. ESMA indica rischi come lo slashing, i periodi di blocco e la segregazione degli asset.
  • Marketing e costi: limiti a pratiche di promozione problematiche, obblighi per influencer e terzi che promuovono cripto-attività, e piena trasparenza dei costi, per esempio contro le offerte «zero commissioni» con spread elevati.
  • Frodi: poteri espliciti per ordinare la rimozione di siti truffa o non autorizzati e per imporre il congelamento di cripto-attività in caso di sospetto fondato di abuso di mercato o riciclaggio.
  • Stablecoin non autorizzate: un divieto esplicito, per i fornitori autorizzati, di prestare servizi su stablecoin non conformi a MiCA.
  • Semplificazioni: procedura centralizzata presso ESMA per la notifica dei white paper e meno doppioni nelle autorizzazioni.

ESMA chiede inoltre un quadro per i titoli tokenizzati e per il regolamento on-chain, e menziona la possibilità, nel tempo, di un regime opzionale a livello europeo.

Perché riguarda i lettori svizzeri

MiCA non si applica in Svizzera, ma incide su chi serve clienti nell'Unione europea o usa fornitori che vi operano. Il quadro svizzero, basato sulla legge sugli istituti finanziari, prevede un progetto di nuove licenze per stablecoin e crypto-istituti, in consultazione dal 22 ottobre 2025 al 6 febbraio 2026. Il confronto tra i due approcci è utile: l'Europa sta già correggendo la propria regola dopo due anni di applicazione, la Svizzera la sta ancora scrivendo.

Per una PMI le conseguenze pratiche sono indirette ma concrete: scegliere fornitori autorizzati, leggere con attenzione la documentazione sui costi e diffidare di promozioni aggressive. Tutto ciò che qui si legge resta una proposta: il testo finale spetta alla Commissione e ai legislatori europei.

Fonti

Informazione, non consulenza.

Tag: #MiCA #ESMA #regolamentazione #DeFi #staking #Unione europea
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