SEC: proposta di regole sulla custodia delle cripto-attività per consulenti e fondi regolamentati
Il 1° ottobre la SEC ha proposto un quadro per la custodia di cripto-attività da parte di consulenti e fondi. È una proposta in consultazione, non una norma in vigore.
Il 1° ottobre 2026 la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha proposto nuove regole sulla custodia delle cripto-attività da parte di consulenti d'investimento registrati e di fondi regolamentati. Il testo, di 760 pagine, è una proposta aperta ai commenti: non è ancora una norma in vigore.
Cosa prevede la proposta
Secondo il riepilogo dello studio legale Paul Hastings, la proposta modifica le regole su consulenti e fondi in diversi punti:
- consente a consulenti e fondi di tenere in autocustodia le cripto-attività, a condizioni numerose; tra queste, il consulente deve accertare, prima di procedere e poi ogni trimestre, che non sia disponibile un custode ammesso;
- permette di affidare le cripto-attività di clienti o fondi a una state trust company, in determinate circostanze;
- aggiorna le regole di custodia esistenti, per adeguarle alle prassi attuali;
- rivede gli obblighi di tenuta dei registri e di informativa, con nuove domande nei moduli Form ADV e Form N-CEN su custodia di cripto-attività e quote di fondi tokenizzate.
Per i consulenti e i fondi che si affidano a una state trust company sono previsti nuovi controlli: verifica dell'autorità a custodire cripto-attività, esame delle procedure interne e dei bilanci annuali revisionati, e dei rapporti sui controlli interni.
Le posizioni all'interno della SEC
Il presidente Paul Atkins ha definito la proposta un altro elemento di un approccio normativo complessivo alle cripto-attività. La commissaria Hester Peirce ha sottolineato la nuova opzione di autocustodia in casi limitati, osservando però che il termine è usato in modo diverso dalla vera autocustodia da parte degli investitori. Il commissario Mark Uyeda ha affermato che la segregazione di certificati cartacei in un caveau e quella di attività registrate su un registro distribuito non possono essere identiche, anche se il principio è lo stesso, e che serve «uno sguardo nuovo».
Contesto istituzionale
Il 2 ottobre Peirce ha lasciato la SEC, dove guidava il gruppo di lavoro sulle cripto-attività. La Commissione ha ora due membri, Atkins e Uyeda, e il riepilogo rileva che la Casa Bianca non ha nominato un successore né candidati per gli altri due seggi vacanti. Le osservazioni sulla proposta potranno essere inviate entro 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register.
Perché interessa ai lettori svizzeri
La proposta riguarda soggetti vigilati dalla SEC e non si applica alle imprese svizzere. Resta utile come riferimento, per tre motivi. Primo, la custodia è uno dei temi centrali di ogni regime crypto, anche in Europa e in Svizzera. Secondo, il testo mostra come un regolatore possa distinguere tra custodia propria e custodia affidata a terzi, con condizioni di verifica scritte. Terzo, chi lavora con partner americani, per esempio fondi o gestori, potrebbe trovarsi di fronte a requisiti nuovi sulla custodia dei loro asset digitali.
Per una PMI senza esposizione a fondi o consulenti statunitensi non cambia nulla nell'immediato. L'indicazione di metodo è però chiara: chi custodisce valori digitali, per sé o per altri, deve poter documentare chi ne ha il controllo, con quali controlli e con quale revisione.
Fonti
- Paul Hastings, SEC Proposes Crypto Custody Framework, Treasury Issues Interim Final Rule on State Stablecoin Certifications, CFTC Submits Two Rules to the White House, 5 ottobre 2026: https://www.paulhastings.com/insights/crypto-policy-tracker/sec-proposes-crypto-custody-framework-treasury-issues-interim-final-rule-on-state-stablecoin-certifications-cftc-submits-two-rules-to-the-white-house
Informazione, non consulenza. Il contenuto della proposta è tratto dal riepilogo citato.